San Marino, 18 aprile 2025 - In ortopedia, l'innovazione significativa arriva spesso in modo incrementale, ma il suo impatto è duraturo. Le conoscenze scientifiche si evolvono continuamente, così come le esigenze cliniche dei pazienti.
Consideriamo le patologie legate ai piedi. Queste patologie hanno colpito l'uomo nel corso della storia, ma fino alla fine del XIX e all'inizio del XX secolo, con l'avvento della medicina moderna, non esistevano soluzioni mediche strutturate. È stato solo grazie allo studio della biomeccanica degli arti inferiori che sono state sviluppate le prime ortesi, aprendo la strada alle tecniche chirurgiche in uso oggi.
Due decenni di progressi: LSM-Med e dispositivi riassorbibili
Negli ultimi 20 anni, LSM-Med si è concentrata su un approccio innovativo in questo campo: i dispositivi medici riassorbibili.
Il concetto è semplice ma trasformativo: dispositivi che, una volta impiantati, si degradano naturalmente all'interno dell'organismo nel corso del tempo. La loro funzione viene svolta senza la necessità di un secondo intervento chirurgico per rimuoverli.
Questo approccio affronta un problema fondamentale della chirurgia ortopedica tradizionale. Gli impianti metallici, come le viti e i distanziatori in titanio, spesso devono essere rimossi una volta completata la guarigione, poiché la loro presenza prolungata può interferire con lo sviluppo dell'osso e introdurre rischi di frammentazione o di rottura meccanica. I dispositivi riassorbibili, invece, offrono una soluzione definitiva a un problema clinico, evitando lo stress, i costi e i rischi associati a ulteriori procedure chirurgiche.
La nostra composizione: PLLA e PLDLLA
Tutti gli impianti riassorbibili devono basarsi su materiali biocompatibili in grado di degradarsi in modo prevedibile. LSM-Med utilizza due polimeri specifici: PLLA (acido poli-L-lattico) e PLDLLA (acido poli-D,L-lattico).
Entrambi sono derivati dall'acido lattico, a sua volta ottenuto dalla fermentazione dei carboidrati presenti in alimenti comuni come frutta e verdura. Queste forme trasformate di PLA sono bioplastiche altamente funzionali, ampiamente utilizzate in applicazioni mediche per la loro sicurezza e versatilità.
A livello molecolare, i due materiali differiscono per struttura:
- Il PLLA ha un grado di cristallinità più elevato e offre una resistenza meccanica superiore e un profilo di degradazione più lento.
- Il PLDLLA è più amorfo, con una resistenza meccanica ridotta ma un tempo di riassorbimento più rapido.
Questi polimeri vengono modellati nelle forme implantari finali mediante stampaggio a iniezione, eseguito sotto stretto controllo di contaminazione (camera bianca ISO 8). I granuli di PLA vengono fusi, iniettati negli stampi e raffreddati per formare la geometria richiesta.
La scienza alla base del riassorbimento
L'acido lattico - il componente chiave di questi polimeri - è una molecola naturalmente presente nei tessuti e nel sangue umano, soprattutto dopo un'attività anaerobica. Quando l'impianto si degrada, i suoi sottoprodotti (CO₂, acqua e acido lattico) vengono metabolizzati in modo sicuro ed espulsi dall'organismo attraverso l'urina e la respirazione.
Il riassorbimento avviene sia esternamente che internamente all'impianto. Le molecole d'acqua penetrano nel polimero, rompendo le catene molecolari. Allo stesso tempo, la risposta immunitaria dell'organismo accelera il processo, rilasciando enzimi che aiutano a dissolvere il materiale.
In genere, gli impianti a base di PLLA, come l'RSB Calcaneo Stop, iniziano a degradarsi circa 18 mesi dopo l'impianto e possono richiedere fino a 5-6 anni per riassorbirsi completamente. I dispositivi a base di PLDLLA, come le cambre e i perni, si degradano più rapidamente, spesso entro 2-4 anni.
Applicazioni su misura: La gamma riassorbibile di LSM-Med
LSM-Med ha sviluppato un portafoglio completo di impianti riassorbibili per la chirurgia del piede, progettati per soddisfare una serie di esigenze cliniche.
Fermata RSB Calcaneo (PLLA)
Alternativa riassorbibile alle tradizionali viti in titanio, questo dispositivo è stato progettato per il trattamento del piede piatto, in particolare nei casi pediatrici. Inserito nel calcagno, impedisce la rotazione del retropiede verso l'esterno, contribuendo a ripristinare la naturale curvatura della volta plantare. Una volta completata la sua funzione, l'impianto si riassorbe gradualmente, evitando di interferire con lo sviluppo osseo ed eliminando la necessità di un intervento di rimozione.
Distanziatore metatarsale SG (PLLA)
Utilizzato in diverse patologie dell'articolazione metatarso-falangea, tra cui l'alluce rigido, l'artrite post-traumatica e le artropatie reumatiche, questo distanziatore fornisce un supporto strutturale temporaneo durante il recupero, per poi degradarsi naturalmente nel tempo.
Impianti RSB (PLDLLA)
Questa categoria comprende viti senza testa, cambre dentate e perni di varie dimensioni, destinati all'uso chirurgico generale in cui si preferisce un supporto riassorbibile. Questi dispositivi offrono versatilità in diverse procedure, con profili di degradazione più rapidi adatti alla stabilizzazione a breve-medio termine.
Un chiaro passo avanti nella chirurgia del piede
Gli impianti riassorbibili rappresentano un significativo passo avanti nella chirurgia ortopedica, in particolare nel trattamento delle patologie del piede, dove i risultati a lungo termine e il benessere del paziente sono strettamente legati.
Eliminando la necessità di un secondo intervento chirurgico, riducendo il rischio di complicazioni e favorendo lo sviluppo naturale dell'osso, i dispositivi riassorbibili offrono vantaggi sia clinici che pratici. Dopo due decenni di ricerca, sviluppo e collaborazione chirurgica, LSM-Med è tuttora impegnata a perfezionare ed espandere questa tecnologia.
Tl suo obiettivo è semplice: fornire ai chirurghi strumenti affidabili che si adattino al corpo, per poi scomparire silenziosamente quando non sono più necessari.